La mancanza del colore e della biodiversità in ambito urbano

Spesso in ambito urbano assistiamo ad un impoverimento delle varietà floristiche, per ritrovare , per ricercare delle essenze spontanee che ci riconducano anche solo con la mente e con i ricordi a momenti di infanzia, prati fioriti ricchi di colori e di varietà bisogna spostarsi in campagna o in montagna.

Oltretutto negli ultimi tempi anche in campagna, a causa delle scelta di privilegiare le monocolture ed a causa di una   indiscriminata attività di fertilizzazione  chimica ed uso di antiparassitari e diserbanti assistiamo ad un impoverimento della biodiversità .

Inoltre in tempi di crisi crescente gli amministratori pubblici, faticano non poco con le risorse economiche a disposizione dei comuni per far fronte alla manutenzione del verde pubblico. Le aiuole ed i parchi cittadini sono molto spesso lasciati in cattivo stato di manutenzione, di degrado, generando in tal modo una cattiva qualità del livello estetico e qualitativo del verde urbano.

La qualità del paesaggio, in quanto prolungamento del nostro vivere quotidiano, ha effetti sul nostro benessere e sulla nostra salute; dal momento che riduce la mutevolezza implicitamente ne riduce i benefici.
L’utilizzo del prato fiorito accresce la competizione delle erbe infestanti. Oltremodo diminuisce i costi di manutenzione, in quanto i tagli vengono effettuati solo al termine della fioritura, dunque alla fine dell’estate, quindi in totale due all’anno.

Si tratta di una semina di prato fiorito, con l’obiettivo di valutare una tecnica di gestione delle aree verdi alternativa e innovativa, in quanto applicata alle aree urbane, che può permettere di ottenere un miglioramento del paesaggio e una valorizzazione del territorio della città, oltre ad una riduzione dei costi e quindi un risparmio per le amministrazioni comunali e per i cittadini.

In base alle zone d’intervento, zone urbane – periferiche e naturali, infatti, vengono utilizzate miscele di fioritura differenti nelle altezze di sviluppo, nella copiosità e nella durata della fioritura stessa. Un miscuglio tra quelli sperimentati ha la caratteristica di essere costituito da “specie corte”, la cui altezza è limitata a circa 50 cm. Tale miscuglio può essere impiegato, ad esempio, nelle rotonde cittadine in prossimità degli incroci stradali, dove la visibilità è una prerogativa essenziale per chi si trova alla guida della proprio mezzo di trasporto.

Si potranno avere i seguenti aspetti positivi:

  1. La riqualificazione delle zone incolte o difficili da gestire;
  2. Un aumento della biodiversità urbana;
  3. Una diminuzione dei tagli erba;
  4. Una diminuzione delle spese di bilancio, per la fornitura, posa e manutenzione delle fioriture, nelle aree meno centrali della città;
  5. Risparmio idrico ed energetico;
  6. Decorazione floreale delle zone periferiche, attuando il criterio della manutenzione differenziata;
  7. Eliminazione dei trattamenti per il controllo dei patogeni;
  8. Eliminazione dei diserbi chimici e delle scerbature; tra l’altro quest’ultime hanno raggiunto dei valori di incidenza notevoli sul budget di manutenzione.

A volte si possono utilizzare miscugli con specie corte, alte circa 50 cm. Queste, possono essere seminate alla base delle piante ad alto fusto, onde evitare i diserbi chimici, le scerbature e gli interventi con il decespugliatore.
I miscugli a prato fiorito sono costituiti da diverse specie, come Gilia lephanta, Alyssum saxatile, Cynoglossum amabile, Chrysantemun paludosum, Bellis perennis, Bidens aurea, Thymus vulgaris, Anethum graveolens, Linaria maroccana, ecc.
Reinserire le specie vegetali scomparse dalle città consente di migliorare e aumentare la biodiversità, diminuendo il costo d’intervento e aumentando l’effetto estetico paesistico.
Il prato fiorito potrà essere lasciato a crescita semi-controllata, in modo da richiamare l’aspetto dei prati prima del taglio; questo facilita la disseminazione naturale e limita la manutenzione, consente l’accessibilità per la creazione di percorsi all’interno del prato, oltre a permettere una manutenzione estensiva.

Il dosaggio e la scelta delle specie vegetali da applicare seguono una metodologia rigorosa e ben  precisa. Oltre al fatto che le specie da seminare devono essere adatte al clima della zona  geografica considerata, è assolutamente necessario rispettare alcune proporzioni nel loro  dosaggio per soddisfare gli obiettivi principali.  Infatti, le graminacee sono delle specie con radici dense ma superficiali, che consentono di agire  attivamente contro l’erosione e di stabilizzare fortemente gli strati di chiusura riportati. Inoltre, il loro  sistema aereo, grazie al loro habitus da tappeto erboso o a ciuffo, assicura una copertura  omogenea e rapida dei terreni.


Le dicotiledoni (leguminose e specie selvatiche), invece, vengono scelte per il loro sistema  aereo a forma di rosetta, che consente loro di conservare il colore verde delle foglie in estate.  Sono delle specie in grado di gestire bene l’acqua e di resistere ad uno stress idrico. Le  leguminose presentano un sistema radicolare molto profondo, fissatore di azoto. Queste proprietà  consentono loro di migliorare il substrato in cui evolvono.

Infine, le dicotiledoni, grazie al loro apparato radicolare sviluppato e alla struttura delle loro foglie,  hanno una capacità evapotraspirante superiore alle altre specie.  La miscela di queste due famiglie, nelle proporzioni definite in precedenza, genera una  strutturazione del suolo con un’ottima rete radicolare, in superficie per le graminacee e in  profondità per le dicotiledoni. Ciò consente quindi di aumentare gli scambi «esterno-substrato»,  una buona estrazione dell’acqua contenuta nei suoli e una stabilizzazione degli strati di chiusura.

L’uso di specie selvatiche, grazie alla loro grande diversità genetica e alla loro buona facoltà di  adattamento, consente di avere una miscela rustica adatta a qualsiasi tipo di substrato e che si  perpetua anche sui supporti più difficili. Inoltre, queste specie vegetali hanno il vantaggio  incontestabile di richiedere poca manutenzione; una falciatura all’anno è più che sufficiente per  assicurare una buona perennità e un bell’aspetto estetico dei siti recuperati.

Le miscele possono anche soddisfare una preoccupazione più estetica. Infatti, le specie  selvatiche scelte hanno periodi di fioritura sia in primavera che in estate e conservano quindi un  aspetto fiorito il più a lungo possibile.

ed ecco alcuni esempi:

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