Agricoltura Giovani e Paesaggio

La qualità del paesaggio agrario rappresenta una ricchezza per le aree rurali. Le trasformazioni del paesaggio sono frutto di fenomeni di lungo periodo legati alle dinamiche sociali ed economiche, all’evoluzione delle tecniche agricole, ai mutamenti culturali. Esse possono incidere sulla capacità di attrattiva del territorio e sulle sue possibilità di valorizzazione.
Le aree collinari a ridosso delle montagne, rappresentano un “territorio di frontiera” nel quale si attua il raccordo tra la fascia collinare ed i rilievi montuosi della dorsale. Queste aree rappresentano una zona di transizione sia dal punto di vista morfologico che naturalistico, caratterizzata da un alto grado di sensibilità ambientale e dalla prevalenza di “paesaggi agrari intermedi”, in cui l’attività agricola delle aree collinari incontra il sistema montano formato dal bosco e dal pascolo. In queste aree bisogna assicurare, in conformità con gli indirizzi della Convenzione Europea del Paesaggio, una regolare manutenzione del paesaggio e una sua evoluzione che renda compatibile la conservazione dei caratteri di qualità con le attese della società e dell’economia.


Il paesaggio, prevalentemente agrario, subisce l’impatto di estesi fenomeni di abbandono dell’attività agricola e di rinaturalizzazione, legati al forte spopolamento che ha caratterizzato la gran parte di queste negli ultimi cinquant’anni, alla debolezza del sistema socio-economico, alle mutate condizioni di operatività e redditività delle aziende agricole.
In sintesi i cambiamenti paesaggistici evidenziano quelle che sono state le trasformazioni nel modello di agricoltura: diminuzione della presenza dell’agricoltore sul territorio, semplificazione del sistema colturale, rinaturalizzazione, perdita della complessità del paesaggio e diminuzione della sua capacità di attrattiva.
Il modello agricolo europeo sta vivendo una forte evoluzione dal modello d’agricoltura familiare ad un modello d’impresa dove innovazione e nuove idee imprenditoriali sono la chiave del successo. Questo intenso processo di innovazione è caratterizzato da nuovi metodi di produzione e nuovi tipi di collaborazione, oltre che nuovi prodotti e servizi da offrire a tutta la collettività. L’agricoltore di oggi non deve solo perseguire l’obiettivo di ridurre le spese, ma anche di analizzare la possibilità di differenziare meglio la sua produzione, con l’obiettivo di ottenere una maggior competitività sui mercati, rispondendo al meglio alle attese dei consumatori e della società europea.
I giovani agricoltori hanno dimostrato, nonostante le difficoltà congiunturali e strutturali del settore nell’ultimo decennio, di avere le capacità e le potenzialità per contribuire alla costruzione di un modello agricolo diversificato, competitivo, innovativo, multifunzionale e sostenibile. Un modello che ha il territorio rurale e la comunità rurale al suo centro, dove l’agricoltura ne rappresenti la spina dorsale e non il fardello insostenibile, dove l’integrazione intersettoriale in termini di risposta alle esigenze della società sotto il profilo economico, ambientale e sociale, si svolga su un piano paritario ma rispettoso delle funzioni proprie di ciascun settore.


E’ sempre più evidente quindi l’esigenza di trovare e mettere in campo tutti gli strumenti che possano favorire l’insediarsi nel nostro settore di persone e di nuove professionalità che possano agevolare lo sviluppo e l’innovazione di un’agricoltura estremamente necessaria nei territori rurali europei. Un’agricoltura capace di essere componente essenziale e fonte di ricchezza del territorio in cui opera. Un’agricoltura capace di essere multifunzionale e in grado di offrire al territorio rurale beni e servizi che derivano dalle sue funzioni economiche, sociali ed ambientali.
Alcuni esempi ed esperienze, che vanno in questo senso, che conosciamo direttamente e sono il frutto di un forte attaccamento al territorio è rappresentato da giovani come Tellin Camuno, Jonni Fendi, Valentino Bonomi, Sara Petrucci o le esperienze di tanti/e giovani agronomi/e ed agricoltori in ogni parte della nostra penisola da nord a sud e viceversa.

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