Acquisti pubblici ed obiettivi di sostenibilità.

Il ruolo degli acquisti pubblici a sostegno del raggiungimento di obiettivi di sostenibilità è al centro di un dibattito ampio sul ruolo delle istituzioni pubbliche nella società, specie in una fase di profondo cambiamento. L’approvvigionamento di beni alimentari rientra in questo ambito e si collega a molti temi, dalla salute pubblica alla integrazione sociale, dal consumo sostenibile alle implicazioni ambientali fino alla promozione di prodotti delle località.
Il volume di cibo scambiato negli appalti pubblici ha un peso assai rilevante nel commercio complessivo, motivo per cui il modo in cui gli appalti pubblici nella ristorazione collettiva (scuole e ospedali, università, case di cura, carceri, ecc. ) sono gestiti, rappresenta una sfida e un’opportunità per la promozione pubblica di pratiche di sostenibilità ambientale e sociale. Ripensare gli appalti pubblici del cibo implica, però, la transizione nelle scelte del settore pubblico con implicazioni profonde sul modo in cui sono orientati, strutturati, gestiti e monitorati i servizi delle amministrazioni.
Tradizionalmente, nel dibattito sugli appalti pubblici, la ristorazione scolastica ha una risonanza maggiore rispetto ad altri servizi di ristorazione pubblica, sia per le implicazioni sul sistema produttivo sia per gli esiti potenziali sull’educazione dei minori al consumo sostenibile. L’interesse per il cibo nella scuola è andato crescendo anche per il diffondersi di abitudini alimentari non salutari nella popolazione dei minori e per l’aumento delle patologie correlate e dei conseguenti impatti sull’equità sociale e sul sistema sanitario pubblico.
Queste preoccupazioni hanno stimolato la definizione di nuove sensibilità e relazioni tra il settore pubblico, acquirente e consumatore di prodotti alimentari, la catena di fornitura alimentare, gli utenti finali, ovvero, i bambini, le loro famiglie e la società civile in generale, una pluralità di attori, dai comitati dei genitori, ai governi locali fino ai singoli istituti scolastici facilita la condivisione delle responsabilità in tema di scelte alimentari con la comunità. In questo come in altri programmi, l’approvvigionamento di alimenti di provenienza locale, a basso impatto ambientale e con scarsi residui, rappresenta una strategia ricorrente, spesso associata a programmi educativi sulle qualità organolettiche e nutrizionali degli alimenti, nonché, sulle tradizioni e le abitudini culinarie.


Progetti didattici e sperimentali che abbiano come riferimento centrale il cibo, la co-produzione di servizi pubblici basata sulla crescente e reciproca relazione tra professionisti, utenti dei servizi e famiglie, tendono a facilitare la nascita di collaborazioni e di partenariato estese tra attori pubblici, privati, famiglie e società civile, e la riformulazione di nuove modalità di gestione, anche commerciale, della catena di approvvigionamento alimentare delle scuole, fino alla nascita di nuove soluzioni di raccordo tra la ristorazione collettiva pubblica, i fornitori locali e le stesse imprese agricole del territorio in una prospettiva di salute e sostenibilità.

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