Attività agricola e fattori di rischio

In occasione della Festa dell’Agricoltura di Cesate del 9 aprile, si è svolta sul prato antistante la ristorazione, e vista la stupenda giornata,  una informale, ma sostanziale discussione inerente alcune delle problematiche legate al mondo agricolo ed alla neoruralità. Alla discussione ha partecipato una rete di soggetti diversi per ambiti e soggettività rappresentate, dai produttori, al mondo scientifico con la amichevole partecipazione di Giorgio Ferraresi, al mondo dei Gruppi di acquisto solidale, alle associazioni del territorio, e soggetti diversi che hanno voluto interrogarsi su alcuni temi importanti inerenti l’ambito della produzione agricola,  della neoruralità e delle pratiche di rigenerazione territoriale. Noi come Orto Sociale di Cesate, siamo enormemente  felici di essere riusciti, e pur essendo  una minuscola realtà, di far emergere alcune tematiche importanti. Con questo articolo ed uo successivo tenterò  di fare  alcune riflessioni in merito ad alcune delle questioni sollevate nell’ambito della discussione. Riguardano essenzialmente due temi : le assicurazioni in ambito agricolo e la questione dell’accesso alla terra.

Ogni attività economica è esposta a fattori di rischio: il settore primario, l’attività agricola non rappresenta un’eccezione, anzi è verosimilmente una delle attività maggiormente vulnerabili da questo punto di vista. La genesi di tale rischiosità è l’esposizione dell’attività agricola a numerosi eventi esogeni, e quindi non controllabili da parte dell’agricoltore.

Negli ultimi giorni il gelo e i forti temporali, dovuti all’estrema instabilità dell’atmosfera, hanno messo in ginocchio l’agricoltura. Se una settimana fa si respirava un clima quasi estivo, in queste ore sembra essere tornato l’inverno. Dopo settimane di caldo quasi estivo, d’un tratto è piombato l’inverno. Questo improvviso crollo delle temperature ha provocato gelate estese nei campi coltivati e non pochi danni ai vigneti, frutteti e agli ortaggi.

L’attività agricola è una pratica essenziale per le società sviluppate, e tuttavia da sempre un’attività esposta a molteplici fattori di rischio:

  • rischio di produzione (derivante dalla possibilità che quantità o qualità dei prodotti siano inferiori a quelle attese per effetto di avversità atmosferiche o patogeni),
  • il rischio di mercato (dovuto alla possibilità di non trovare sbocchi adeguati ai prezzi attesi, o non riuscire a reperire fattori di produzione a prezzi convenienti),
  • il rischio finanziario (da ricercare nella possibilità di bancarotta per mancanza di riserve finanziarie per ripagare i debiti o per anticipare le spese),
  • il rischio istituzionale (ovvero la possibilità che norme e regolamenti mutino in maniera imprevista dopo che alcune decisioni produttive siano state già prese),
  • e ultimo non per rilevanza, il rischio personale (legato alla capacità personale dell’imprenditore e degli  altri addetti fissi all’impresa di continuare a svolgere efficacemente le proprie attività).

In Italia, la politica della gestione del rischio in agricoltura ha una lunga storia, l’inserimento delle assicurazioni nella Pac nel 2010 non è stato un evento occasionale, ma solo l’inizio di un processo destinato a crescere; infatti nella nuova Pac 2014-2020 la gestione del rischio viene identificata come un fondamentale strumento di politica agraria a tutela dei redditi degli agricoltori (Frascarelli, 2014)

Rimangono comunque alcune perplessità sulla reale possibilità di costruire in breve tempo degli strumenti efficienti e diffusi per la gestione dei rischi di mercato, che possano permettere di assicurare il reddito degli agricoltori. Spesso vengono presi in considerazione i sistemi degli altri Paesi, in particolare gli Usa, ma occorre tener presente che è difficile adattarli alla nostra realtà, per la differenza territoriale e aziendale, ma anche per l’ampia varietà di prodotti offerti. Il dibattito sulla gestione del rischio è quindi molto attuale ed interesserà il futuro della Pac post 2020.

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