Far piovere sul bagnato

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Martedì, nel pieno della pioggia pomeridiana, si sono presentati all’Orto Sociale di Cesate gli amici di Un Orto a Milano. Quasi mi veniva da ridere visto che, non contenti dell’acqua che cadeva a catinelle, volevano capire come fare un’impianto di irrigazione. Vi posso assicurare che era difficile, con quel tempo immaginarne l’utilità.

Prima di uscire dalla serra dove mi ero riparato gli ho fatto vedere il piano colturale con il quale avevamo progettato la stagione. Gli ho comunicato che ogni cassone era largo due metri e lungo quattro tranne il primo che era quattro per quattro.

Quindi scarsamente riparati dagli ombrelli siamo usciti a camminare tra un cassone e l’altro per vedere come scorrevano i tubi.

Gli ho fatto vedere che l’acqua presa dall’acquedotto alimentava con dei tubi interrati gli impianti gocciolanti di ciascun cassone.

Ci siamo soffermati sugli elementi di dettaglio che servono a raccordare e/o smistare l’acqua evidenziando bene di tener conto nella progettazione della necessità di segmentare l’alimentazione in funzione dell’opportunità o meno di irrigare una determinata parte.

Insomma meglio qualche rubinetto in più che in meno soprattutto se non si ha l’opportunità di governare bene la pressione dell’acqua. A Milano adesso c’è solo un bidone per l’acqua o una canna attaccata al rubinetto e non è detto che queste fonti siano sufficienti ad alimentare un impianto di distribuzione unico ma giocando con i rubinetti potrebbero farcela ad alimentare parti dello stesso arrivando in sequenza a soddisfare le esigenze di acqua dell’intero orto.

Quando eravamo tutti sufficientemente bagnati per comprendere i concetti legati all’acqua siamo tornati sotto la serra e abbiamo guardato nel dettaglio i componenti dell’impianto.

Non per fare pubblicità a qualcuno ma tenuto conto che la pratica vale più della grammatica gli ho mostrato il conto della spesa. E’ tutto abbastanza semplice soprattutto se hai giocato lungamente da piccolo con il lego anche perché qui i mattoncini hanno pochissime forme: raccordo, rubinetto, tre vie, tappo e i tubi o di circuito o di irrigazione.

Stanchi di stare nell’umido siamo andati a prendere un the tutti insieme e poi per rimanere ancora un pò al caldo siamo andati direttamente al negozio per verificare se i pezzi erano ancora disponibili. Non contento tornando a casa ho fatto un pò di ricerche su Internet e quella diavolo di pubblicità se ne è accorta e adesso son due giorni che vivo perseguitato da rubinetti, raccordi per l’acqua e tubi a goccia ma sono contento perché, senza un’acqua distribuita in modo comodo, è difficile vedere crescere rigogliosa qualsiasi pianta in un orto.

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