Cascina Teresina e la valorizzazione dell’agricoltura collinare

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La conservazione delle aree interne, e la loro valorizzazione a fini turistici, non risponde soltanto ad istanze di tipo ambientale (tutela del paesaggio), etico-culturale (tutela dei patrimoni) ed estetico (tutela dei paesaggi) ma si dovrebbe porre soprattutto come strumento di programmazione territoriale che punti all’autosostenibilità dello sviluppo.
La valorizzazione del territorio agricolo e collinare è divenuto un tema a cui la popolazione e le imprese, sono diventati più sensibili nell’ultimo decennio, dopo un periodo di scarsa affidabilità. È importante rafforzare le proposte ed i progetti per mostrare il territorio all’esterno, sia in termini di prodotti, che come luoghi di straordinario interesse, sia nei confronti dello sviluppo da parte delle aziende agricole che può armonizzarsi, anzi trarre dal contesto territoriale di riferimento la sua forza.

La valorizzazione delle risorse (naturali, paesaggistiche, culturali, sociali ed umane) e delle conoscenze locali, recuperate, acquisite e trasformate nel quadro di percorsi di sviluppo sostenibile è il filo conduttore di un possibile progetto di rivitalizzazione del territorio e di possibili risposte positive ad un processo di spopolamento delle aree interne.
Le montagne lombarde ed alcune delle sue valli sono un patrimonio comune sul quale ragionare insieme. Oltre a godere delle sue bellezze ci si deve dedicare a un suo utilizzo in chiave economica, per un programma che lo mantenga integro ma dia agli abitanti di questi borghi le risorse necessarie a restarci.

Il Triangolo Lariano nella sua parte montana (Erno a 700 mslm) vittima del pesante abbandono, comuni con qualche migliaio di abitanti ridotti a qualche centinaio se non a qualche decina. Abbandono significa grandi difficoltá per chi resiste o per qualche matto che cerca di insediarsi, con problemi pratici di non avere una farmacia in paese, ma in alcuni casi neppure un negozio di alimentari, non parliamo di asili e scuole dell’obbligo: zero, quindi pendolarismo persino in tenera etá!
Il bosco si mangia la poca e difficile terra da coltivare: molti, specie chi vive in cittá, non hanno idea della “forza e potenza del bosco”, ma anche di arbusti e rovi, che in men che non si dica arrivano a “mangiarsi” la terra faticosamente lavorata per centinaia di anni, magari come ad Erno in Cascina Teresina, strutturata con la sola forza delle braccia, in maestosi terrazzamenti, direi monumentali, che ora si stanno faticosamente liberando.
Con l’abbandono si perdono cultura, tradizioni, coltivazioni e materiale biologico con relative informazioni e dati colturali, e diventa davvero un’impresa trovare per esempio grani antichi indigeni da ripiantare; cosí per ripartire e “rimettere alla prova” i terreni restituiti a coltivo dalla pulizia dei rovi, così come ha fatto Francesco Orru’ titolare dell’azienda agricola che ha quindi scelto un mais rustico come il marano rosso, avviando al contempo un progetto di ricerca locale per trovare, se esistano ancora, grani indigeni, non solo di mais ma anche di frumento ed altri cereali, sfida che va affrontata andando praticamente di casa in casa dai pochi anziani rimasti.
Bontá, sapori, fattori nutritivi, sono peró frutto di una consumazione integrale dei grani e della farina ottenuta, ecco perché chi prova una polenta con farina integrale come quella di Cascina Teresina reagisce con un “wow!” perché scopre un sapore “unconventional” detto con efficace inglesismo, essendo abituato al piatto ed omologato sapore delle farine raffinate commerciali. Ma per poter essere anche sano, il cibo prodotto deve essere biologico, anzi, di piú, totalmente naturale, senza diserbi chimici dei terreni, senza concimi chimici, senza prodotti fitosanitari, zero, con ovviamente tutte le implicazioni in termini di rischi per la produzione e per la produttivitá, ma a Francesco ed a noi piace cosí, zero compromessi con qualitá e salute.

L’Azienda Agricola Cascina Teresina di Francesco Orru’ dispone di circa 1 ha di terreni a Teglio (SO), tutti già vitati e già produttivi in un’area che fa parte del comprensorio del DOCG Valtellina Superiore Valgella, e di quasi 4 ha di terreni a Veleso (CO) gran parte dei quali si stanno progressivamente riportando nuovamente a destinazione produttiva mano mano che vengono puliti da rovi, arbusti, sterpaglie e altre infestanti a causa del precedente abbandono, mentre la restante parte è bosco del quale, una parte rimarrà tale, ed una parte c’è in progetto di riportarla alle origini, ovvero a coltivo/pascolo.
Nel sito di Veleso l’azienda dispone di alcuni fabbricati dei quali uno abitativo ed altri strumentali allo svolgimento dell’attività quali stalla, fienile, pollaio, magazzini/depositi, che saranno oggetto di un progetto di recupero e di indispensabile ristrutturazione e riqualificazione funzionale.

Per quanto riguarda i terreni a Teglio, resteranno completamente ed assolutamente tutti dedicati alla produzione di uva sulla base della quale il progetto prevede la produzione di vino con una propria etichetta. 
Per quanto riguarda invece i terreni a Veleso che andranno progressivamente ad essere utilizzati saranno destinati a coltivazioni, di cui le principali: della vite, in questo caso con l’obiettivo di raggiungere una superficie vitata di almeno 5.000 mq e con le uve produrre vini con propria etichetta; di piccoli frutti con l’obiettivo di vendita sia del prodotto in sè sia di suoi trasformati; di orticole; di altre colture quali cereali. La parte restante dei terreni a Veleso sarà dedicata all’allevamento e al pascolo di animali, prevedendo l’allevamento di animali di piccola taglia quali gli avicuniculi, senza escludere la possibilità di allevare alcuni capi di animali di taglia maggiore, quali ovocaprini, bovini, suini, equini, compatibilmente con il rispetto delle norme ambientali ed escludendo forme di allevamento intensivo.
Per le coltivazioni verranno seguiti i principi della produzione in modo naturale nel massimo rispetto dell’ambiente con l’applicazione del metodo biologico, con lo scopo di raggiungere una produzione non in grandi volumi ma di alta qualità e valore aggiunto.
Il progetto Cascina Teresina è un progetto di azienda agricola multifunzionale, pertanto l’obiettivo è di integrare in modo organico l’attività produttiva principale, diversificata e multisettoriale, con attività agrituristiche, ricreative, culturali, sociali e didattico formative.

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